I nostri film


Riportiamo di seguito la raccolta dei titoli dei film che possiamo mettere a disposizione per la visione presso la nostra Sala Cinematografica, previa acquisizione della necessaria autorizzazione.


Fellini 100 Anni – DVD Repubblica

Amarcord

Il capolavoro di Federico Fellini per la prima volta in versione restaurata. Un paesino della Romagna, anni dal 1930 al 1935. Titta è un adolescente che sta vivendo quelle che rimarranno per sempre le memorie della sua età più bella e terribile: quella in cui nascono i sogni e si affacciano anche le prime disillusioni. La famiglia e il paese gli offrono gli elementi per costruire la sua quotidianità destinata a durare: il padre impresario sempre in lotta con la madre, lo zio scroccone e quello in manicomio, il nonno in piena salute che si prende le libertà con la domestica, una parrucchiera procace che stuzzica le sue fantasie, il matto del villaggio che ha come nome Giudizio. Esibizionisti, chiacchieroni, bugiardi: gli abitanti del paese colorano le stagioni che il fascismo tende ad ingrigire, regalando a Titta tanto materiale per imparare a vivere.

La dolce vita

Marcello è un giornalista, che a Roma frequenta il mondo squallido e affascinante dell’alta borghesia e dell’aristocrazia mondana. Via Veneto appare come il centro dell’universo e tutti i riti che vi si compiono sono all’insegna dello spreco e del cinismo. Nella capitale i fatti si susseguono senza sosta: l’arrivo della diva straniera Sylvia, la visione della Madonna in una borgata, la visita del padre, l’amicizia con l’intellettuale Steiner. Marcello è assorbito, suo malgrado, da un lavoro che non ama. In una livida alba, dopo l’ennesima squallida notte passata tra i bagordi, i superstiti scorgono sulla spiaggia un mostro marino. Marcello, turbato dalla visione, non ode il richiamo puro di una ragazzina precedentemente conosciuta.

I vitelloni

Ambientato in una piccola cittadina della costa romagnola, il film racconta la vita di cinque amici scapestrati e perdigiorno. Ormai alle soglie dell’età adulta, non hanno ancora cominciato a lavorare e pare che non ne abbiano neppure l’intenzione. Le loro pigre e svogliate giornate passano tra scherzi, divertimenti, pettegolezzi di provincia, il tutto affogato in un desolante clima di noia. Le loro esistenze si consumano tra inutili progetti, velleitarie voglie di evasione e ore passate seduti al caffè. Fellini ricrea l’universo della Rimini della sua gioventù, dei suoi ricordi più cari e racconta un mondo ormai disperso nelle nebbie della memoria con sguardo nostalgico, sarcastico e malinconico.

La città delle donne

Snaporaz, uomo di mezza età, scende dal treno su cui sta viaggiando con la moglie per seguire una donna misteriosa. Si trova così in un albergo dove agguerrite femministe tengono un tumultuoso convegno di cui nulla capisce, poi in un tribunale presieduto da sole donne nelle vesti di un imputato, infine in un’arena in cui deve essere linciato. La Città delle donne, uno degli inestimabili capolavori di Fellini, è una favola per adulti, un diario di bordo sul viaggio nel Pianeta Donna, ma anche un tentativo di autoritratto in forma di fantasia onirica.

Otto e mezzo

Guido è un regista cinematografico di mezza età in crisi di ispirazione che trascorre un periodo di riposo in una stazione termale. Questa pausa forzata all’interno della frenesia della sua esistenza lo induce a ripensare a tutto quello che è stato e a tracciare un bilancio. Si trova quindi immerso in un vortice di sogni, ricordi, fantasticherie che si inseriscono negli avvenimenti concreti delle sue giornate: come la presenza del padre e della madre, oramai morti da anni, con cui istaura un continuo, tenero dialogo, oppure i pensieri dettati dalla paura della morte e della vecchiaia, che lo spingono ad immaginare la vita di coloro che lo amano (la moglie e l’amante) senza di lui. Guido si trova all’improvviso smarrito e, finalmente, consapevole di questo smarrimento.

Giulietta degli spiriti

Giulietta, una ricca signora della borghesia, trascorre l’estate nella sua bellissima villa di Fregene. Educata secondo le regole del più rigido cattolicesimo, quando sospetta il tradimento del marito entra in profonda crisi. Durante una seduta spiritica vengono inoltre evocati dei fantasmi che si esprimono con toni scurrili e offensivi. La situazione mette in ulteriore imbarazzo e disagio Giulietta. Susy, una disinibita vicina di casa, cerca di aiutarla a lasciarsi andare e a vivere superando i condizionamenti imposti dalla sua formazione cattolica, ma l’animo di Giulietta è ancora combattuto tra una visione della vita più libera e spensierata e i sensi di colpa che continuano a perseguitarla. Solo alla fine di un lungo travaglio troverà una nuova e più serena dimensione esistenziale.

La voce della Luna

Mentre giocherellavo con la terra che passavo da una mano all’altra come se le mani fossero un imbuto, con la voce facevo: «Vhuu». Ero un bambino abbastanza quieto, potevo divertirmi con un niente. A un certo momento, mentre giocavo così, mi è parso di vedermi da sopra, da molto in alto, e di dondolare, di sentire un vento leggero tra i capelli. Poi ho sentito – ma è difficile descriverlo – di essere saldamente piantato dentro la terra. E le gambe di quel bambinetto che adesso vedevo – che ero io – sprofondavano nella terra; erano delle gambe così lunghe da dare la sensazione di essere delle radici. Tutto il corpo era percorso da una specie di sangue caldo, denso, che saliva, saliva e saliva sino alla testa con il «Vhuu» che emettevo giuocando, e quel suono lo sentivo con un udito diverso, grandioso, più fine… Poi, quella sensazione di ebbrezza, di leggerezza e di potenza (potenza in basso e leggerezza in alto) sfumava nel cielo: ero diventato il pioppo! Ne La voce della Luna questo episodio lo faccio raccontare a Benigni.

Prova d’orchestra

Radunati in un antico oratorio, i protagonisti di Prova d’orchestra attendono il loro direttore per mettersi al lavoro. Nel frattempo raccontano aneddoti e vicende a un invisibile giornalista che è lì con loro. Quando finalmente le prove cominciano, tuttavia, gli animi fanno in fretta a scaldarsi. Il carattere spigoloso del direttore d’orchestra, da una parte, e le rivendicazioni sindacali dei musicisti, dall’altra, portano la situazione al collasso, in un crescendo di concitazione in cui ad averla vinta è l’anarchia. Nessun tentativo di mediazione è possibile. Come in altre occasioni, anche in Prova d’orchestra Fellini mette in scena un’umanità in cui il sentimento prevale sulla ragione e il volere collettivo sopravanza le decisioni del singoli. Fino al gran finale.

Roma

Attraverso i ricordi di un giovane provinciale a ridosso della seconda guerra mondiale, il ritratto di una Roma folle, briosa e affascinante, popolata da una fauna eterogenea di personaggi. Lo spaccato di una città attraverso realtà diverse e composite: dalla Roma delle case chiuse e degli scontri con la polizia all’ingorgo sul grande raccordo anulare…

E la nave va

E la nave va – terzultimo film girato da Federico Fellini prima di Ginger e Fred e La voce della Luna – contiene in sé tutti i pregi del grande regista: si tratta infatti di una pellicola allo stesso tempo visionaria e ironica, malinconica e poetica. Siamo nel 1914 e la vicenda prende le mosse dal porto di Napoli: da qui parte il transatlantico Gloria N. diretto a Erimo. Tra le tante cose imbarcate, ce n’è una davvero singolare: si tratta delle ceneri di una (immaginaria) cantante celebre, Edmea Tetua. Una volta raggiunta la destinazione, andranno disperse in mare. Per questo è stata organizzata la crociera. Nel corso del viaggio, in una compagnia variopinta di musicisti, cantanti e maestri d’orchestra legati alla memoria della Tetua, vero mattatore si rivela il giornalista Orlando. È lui che occupa il centro della scena, tra una vicenda bizzarra e l’altra: basti pensare a quando, a un certo punto, viene lavato un rinoceronte sul ponte… La situazione si ingarbuglia ancora di più dal momento che a bordo vengono accolti alcuni naufraghi serbi in fuga dopo l’attentato di Sarajevo del 28 giugno. Il finale non potrà essere se non grandioso. E pirotecnico.

Il bidone

Roberto, Picasso e Augusto sono tre mascalzoni che vivono di piccole truffe ai danni di povera gente sprovveduta e ingenua. Vendono abiti vecchi spacciandoli per nuovi, promettono case a poveri baraccati in cambio di piccole somme di denaro. Augusto, alla fine, finisce in galera, ma non appena riesce a uscire i tre riprendono i loro loschi traffici. Durante un “bidone” ai danni di una povera famiglia, Augusto si commuove davanti a una bambina paralitica e vorrebbe restituire il malloppo, ma i due complici non sono d’accordo. Nella rissa Augusto cade in un burrone e Roberto e Picasso lo abbandonano senza pietà a una morte lenta e dolorosa.

Lo sceicco bianco

Ivan e Wanda sono in viaggio di nozze a Roma. Ivan, preciso e metodico fino alla noia, ha già programmato ogni cosa, compresa una visita al Papa. Wanda, invece, non appena giunta a Roma ne approfitta per scappare a cercare “Lo Sceicco Bianco”, un eroe dei fotoromanzi di cui è segretamente innamorata. Quando finalmente conosce il suo eroe e vede da vicino il tanto sognato mondo dei fotoromanzi, resta così delusa da tentare addirittura il suicidio, gettandosi nel Tevere. Amareggiata, Wanda torna in albergo. Ivan, che prima si era disperato per la fuga della novella sposa, non chiede quasi nulla di ciò che è accaduto e sembra solo preoccupato di raggiungere i parenti per la visita al Papa.

Ginger e Fred

Il Casanova

Satyricon

Le luci del varietà

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